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Silvia Minguzzi ci racconta la sua nuova iniziativa che offre svariati strumenti per la crescita e l’arricchimento personale. Una serie di possibilità: strade diverse che possono aiutare il ricercatore che desidera raggiungere la realizzazione dell’essere su tutti i piani evitando i compartimenti stagni per uno sviluppo fisico, emozionale, mentali e spirituali.

Silvia perché hai scelto l’albero come simbolo nella Home Page di questo tuo nuovo sito? L’albero al quale mi sono ispirata è un simbolo importante in varipercorsi tradizionali antichi che indicano una Via per arrivare alla realizzazione dell’essere. Secondo la tradizione Vedico-Vaishnava, che tramanda di maestro in discepolo la conoscenza sacra dei Veda dell’India antica, l’Albero Asvattha* è l’albero della vita. Rappresenta l’universo, l’essere cosmico ed è raffigurato capovolto. E’ una chiave di lettura del nostro mondo che risulta sottosopra. I rami e le fronde con i frutti sono rivolti verso il basso mentre nella parte alta che è la più importante ci sono le radici che dal mondo del trascendente portano il nutrimento. Ecco quindi la metafora per cui è necessario direzionare la parte più sostanziosa della nostra esperienza nel profondo di noi stessi, considerando le parti più luccicanti, i frutti all’esterno, come una trappola legata al mondo delle apparenze, originando una visione inadeguata della vita terrena e di quella ultraterrena che conducono l'uomo ad agire trattenendolo così nel sasāra.
"È verso il basso che si dirigono i suoi rami, è in alto che si trovano le sue radici, è dall'alto che i suoi raggi scendono su di noi" (Rg Veda, I, 24, 7).

Come possiamo sottrarci a questo inganno?  Sarebbe importante trascendere l’esperienza terrena, che è piacevole e attraente, smettendo di inseguire il piacere e di evitare le scomodità. Trascendere gli aspetti mondani per salire verso le radici che rappresentano la parte alta, più nobile. E’ un aspetto complesso e non facilmente riassumibile per renderlo immediato per tutti.

Si tratta di curare l’aspetto spirituale quindi, il tuo è un sito che parla di religione?
Questo non è un sito “religioso” in senso comune, ma se consideriamo la parola “religione” secondo la sua etimologia “re-ligàre”, unire insieme, ricollegare, ecco allora il senso è più vicino.  Da una decina d’anni mi occupo di aiutare le persone a dare il meglio si sé e sento che c’è una grande sete di esperienza e conoscenza di sé stessi, ho pensato così di ispirarmi alletre vie che secondo la Tradizione Vedica conducono alla piena realizzazione dell’essere: la Via del Fare, la Via della Conoscenza e la Via del Cuore (o Via dell’Amore).

In cosa consistono questi tre percorsi?
 La Via del Fare nella Tradizione è quella della pratica ritualistica. In realtà la nostra realtà attuale è piuttosto lontana dall’osservare le pratiche dei riti in modo costante. Si tratta di un fare indirizzato all’AZIONE PERFETTA, senza che ci sia l’aspettativa di un compenso, senza attaccamento al frutto dell’azione. Il fine, o il premio, consiste proprio nell’aver svolto l’azione al meglio. Volendo tradurlo in una proposta accessibile questo mi ha fatto pensare ad un insieme di cose possibili di cui fare esperienza pratica, proposte che possono essere vissute come metafore come ad esempio il Lancio col paracadute o Albering (Tarzan per una notte).
La Via della Conoscenza offre corsi, eventi o percorsi di sviluppo personale che offrono strumenti di conoscenza e consapevolezza.
La Via del cuore invece tratta di eventi, anche segnalati e organizzati da altri, più legati agli aspetti spirituali in generale e nel sito sono sotto la voce ‘Eventi’ e ‘Preghiere nel mondo’.

Ma cosa significa pregare nel terzo millennio?
Ognuno ha una sua idea di Dio, anche ai giorni nostri in cui tendiamo ad essere cinici e pragmatici: persino i non credenti hanno l’idea dell’ordine o del caos , qualcosa a cui si riferiscono quando pensano all’assoluto, alla vita. Un’entità astratta, calda o fredda, distante, razionale o emozionale ma sempre molto personale. Un’idea di ‘per sempre’ che non è spiegabile in modo razionale; anche coloro che se ne disinteressano hanno la propria idea dell’Assoluto. Pregare è come inserire una chiavetta USB nel meta-spazio del nostro cuore che è collegato con questo Assoluto: c’è uno scambio di file, come nella meditazione o nel silenzio. Quando è fatto in modo autentico questo raccoglimento è assimilabile al collegamento con Dio, con l’infinito, con il cuore econ la parte più autentica di noi stessi. Le religioni che prevedono un rapporto personale con Dio concepiscono un Dio in una relazione amorevole con l’uomo. Il “Chiedi e ti sarà dato” non può essere considerata una pretesa ma piuttosto un “io chiedo, ma sia fatta la tua volontà”. Chiedo aiuto pensando che qualcosa al di fuori di me possa interagire facendo le scelte più giuste per me. E’ un senso di appartenenza a qualcosa di più grande di noi. C’è chi la chiama Fortuna, Caso o Destino. Dio è un archetipo.

Quali conoscenze proponi ai viandanti che si mettono in cammino lungo questi sentieri?
Nella Via della Conoscenza propongo la realizzazione personale attraverso corsi organizzati ad hoc eattività sull’apprendimento di conoscenze e informazioni. Nella sezione Strumenti per il Viaggio ci sono video, audio, file in download gratuito come pure libri e testi in formato pdf che si possono consultare liberamente, sono tutti strumenti da portare con sé lungo il viaggio.

Cos’è il Sentiero della Curiosità?
Sono cose che varrebbe la pena esplorare: cosa c’è nel mondo…per fare un esempio ci sono i contatti di una compagnia teatrale che organizza spettacoli originali come le ‘Cena con delitto’, oppure delle iniziative interessanti come quelle dei Comuni romagnoli come Gradara o Montescudo. Ci sono le immagini in diretta di web cam puntate su nidi di uccelli oppure immagini di strade strane in varie parti del mondo o le immagini in diretta del vulcano dello Stromboli.
All’interno di questo quadro di esperienze ci sono anche delle settimane cosiddette di ‘Outdoor Training’…E’ vero sono previste anche settimane intensiva di corsi dell’Accademia dell’intelligenza Emotiva (www.accademiaintelligenzaemotiva.it). Poi c’è la formazione esperienziale come il Gioco della Gioia in cui si seguono delle regole come per esempio seguire un’alimentazione vegetariana, non usare il computer e non fumare: queste consentono di uscire dalle abitudini e vivere in modo pienamente efficace il percorso sul piano mentale, fisico, emozionale e spirituale. La mattina si possono seguire dei corsi tematici e ci sarà un percorso speciale legato al ‘Perdono’ una tappa fondamentale che permette di abbandonare vecchi condizionamenti che ci legano al passato. Nei pomeriggi ospiteremo dei relatori autorevoli di diverse tradizioni, d esempio un Lama Tibetano, un Frate Cristiano, un esponente dell’Accademia delle Scienze Tradizionali dell’India. Il tema che unirà tutti gli interventi sarà Il desiderio dell’uomo della felicità.


*Albero rovesciato. Figura collegabile al rizoma, presente anche in Plotino stesso e simboleggiante la discesa del molteplice dall’Uno. Presente soprattutto in India, nei Veda e nella Bhagavad Gita. Il simbolo può rappresentare anche il Sole che dispensa i suoi raggi alle creature. In realtà l’albero rappresentato compiutamente è come l’unione tra un albero rovesciato ed un albero dritto, dal momento che procede dalla molteplicità delle radici, si slancia nell’unità del tronco e si articola nella molteplicità dei rami: in questo caso l’Uno è il Medium, ciò che collega le radici ai rami, i quali entrambi sono veicolo di nutrimento e proprio per questo si devono orientare in tutte le direzioni. La radice è il principio della manifestazione, mentre i rami sono la manifestazione nel suo sviluppo. L’Ashvattha ha radici in alto e rami in basso e si estende verso l’alto e verso il basso. (MalickTerrence – The Tree of Life) – NdR-
L'Albero dei Sentieri
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