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Sei cappelli per pensare. Manuale pratico per ragionare con creatività ed efficacia, Edward De Bono, Bur, 2011
Per usare il pensiero creativamente ed efficacemente è......CONTINUA

Per usare il pensiero creativamente ed efficacemente è possibile avvalersi di un metodo che coordina le diverse voci contrastanti della mente grazie a quello che viene chiamato il "gioco dei sei cappelli".

Pensare è la massima risorsa dell'uomo, una delle conquiste più recenti dal punto di vista biologico, un facoltà ancora giovane, ancora 'da mettere bene a punto'. La maggior difficoltà che si incontra nel pensare è la confusione.

Cerchiamo di fare troppe cose alla volta. Informazioni, logica, aspettative, emozioni e intuizioni creative si affollano in noi, offuscano la chiara visione delle cose e rallentando processi decisionali: è come fare il giocoliere con troppe palle!

E' necessario un metodo che consenta di organizzare i diversi tipi di pensiero per prendere decisioni efficaci e appropriate, di volta in volta., sfruttando appieno anche gli aspetti più ottimisti e creativi del pensiero.

 

La tecnica dei “sei cappelli per pensare”

Questa tecnica è stata ideata da E. De Bono1, studioso molto noto in particolare per la sua teoria del pensiero laterale.

Il presupposto della tecnica è che quando ci si trova davanti a un problema o una decisione, si è portati a usare contemporaneamente vari atteggiamenti di pensiero: quello logico, quello emotivo, quello creativo, ecc.. Il risultato è spesso una grande confusione, perché ognuno di questi approcci tende a prevalere sugli altri.

Qui s’innesta l’originalità del contributo di De Bono.

Egli propone una distinzione in sei diversi modi di pensare, visualizzandoli in sei cappelli di colori diversi. I sei modi di pensiero

non vogliono esaurire completamente tutti i possibili approcci, tuttavia, riassumono gli stili principali. La scelta dei cappelli è dovuta alla loro facile riconoscibilità.

Ci sono cappelli che vengono impiegati per situazioni diverse: esistono cappelli che riparano dai raggi del sole, dal freddo, cappelli per lavorare, per il tempo libero, ecc.

Il cappello richiama inoltre un’altra immagine, la semplice mobilità: il cappello si può togliere ed indossare con estrema semplicità.

Ogni cappello individuato da De Bono ha un colore diverso dall’altro:

• Cappello bianco: il bianco è assenza di colore, indica neutralità. Con questo cappello ci si concentra sui dati di fatto;

• Cappello rosso: il rosso suggerisce sentimenti, emozioni: si è autorizzati a dare libero sfogo alla emotività;

• Cappello nero: il colore nero indica malinconia, pessimismo, quindi indica ciò che non si è fatto e che si sarebbe potuto fare;

• Cappello giallo: è il colore della luce e dell’ottimismo, serve a individuare i benefici, i punti di forza di un’idea:

• Cappello verde: il verde è il colore del prato, della fertilità, indica quindi la creatività. Si mette quando si vogliono cercare idee nuove e abbandonare il pensiero logico-razionale. Si usa il pensiero laterale;

• Cappello blu: il colore del cielo e della calma. Serve a trarre conclusioni, definisce gli argomenti su cui indirizzare la conclusione.

Come sottolinea G. P. Quaglino, l’uso dei diversi cappelli non indica la divisione o la separazione di modi di pensare chiusi. I cappelli possono essere combinati tra di loro: è possibile individuare un pensiero giallo e verde o uno bianco e rosso.

In pratica De Bono sostiene che pensare per cappelli consente ai soggetti di passare con maggiore mobilità e flessibilità tra i diversi punti di vista della situazione.....CONTINUA


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